SLIDES PER TORINO

  Graziella Dragoni   Set 29, 2016   Sport e benessere   Commenti disabilitati su SLIDES PER TORINO

1 -Cronaca sportivaocronaca nera? (Inserire foto) HO

(Il titolo è provocatorio: di che cosa stiamo parlando?)

2 Il trionfo (Inserire foto) HO

Applausi – onori medaglie –– guadagni – popolarità

 

 

3 – La caduta (Inserire foto) HO

Disprezzo – vergogna – medaglie restituite – crollo – delusione

(L’immagine simbolica che associo alla situazione è un mostro mitologico)

 

4 – LIdra nella palude di LernaFatica di Ercole (inserire foto) QUELLA

Il doping nello sport prende la forma di un’Idra a nove e più teste.

 

(Ma torniamo alle origini: quali sono le vere finalità dello sport?)

5 – Finalità dello sport HO

Sport come mezzo per raggiungere e mantenere uno stato ottimale di benessere psicofisico e di buona salute.

 

(Inseriamo l’attività sportiva in un quadro più generale)

6 I bisogni fondamentali delluomo secondo Maslow (schema a piramide) HO

 

7 – Motivazioni verso l’attività motoria e lo sport amatoriale e agonistico

Autoaffermazione, movimento, avventura, aspirazione, collaborazione, socialità… competizione

(Riscontriamo modalità diverse di approccio alla competizione)

8 – Stili competitivi

– centrato sul compito – per se stessi

centrato sulla vittoria – per superare avversari

(Poste queste premesse, chiediamoci..)

9Perché si instaurano delle condotte dopanti?

Occorre una vera e propria rifondazione del concetto di sport.

(Sappiamo tutti i rischi del doping… eppure la pratica continua)

10 –Doping comporta:

Rischi per la salute fisica e psichica

Aspetti legali e morali del doping

Truffa nei confronti di altri

Prestazioni sportive non rispondenti alle proprie reali potenzialità

Le sanzioni derivanti da pratiche considerate illegali.

(Non dimentichiamo mai che l’atleta è una persona)

11 Atleta – Persona HO

“L’atleta, pur nell’eccezionalità della sua situazione, è innanzi tutto una persona con i suoi problemi, le sue insicurezze, i suoi conflitti, i suoi bisogni di appoggio e di punti di riferimento, i traguardi da raggiungere, con la sua specifica personalità” (Vincere con la mente).

 

 

(Esistono componenti psicologiche di personalità tali da predisporre alla pratica del doping e all’assunzione di sostanze proibite?)

 

12 – Approfondiamo 3 aspetti psico-sociali

A) I tratti di personalità

B) I condizionamenti di carattere sociale

C) Gli aspetti culturali

 

 

13) A) I tratti di personalità

Insieme delle caratteristiche psichiche e comportamentali individuali

Esistono indicatori di personalità costanti nelle diverse situazioni

modalità di percezione, attenzione

ansia

impulsività

affettività

obiettivi

motivazioni

competitività

 

(Consideriamo alcuni di questi fattori)

– A) Caratteristiche e comportamenti individuali

Percezione distorta di se stesso, degli altri, degli eventi;

Variabilità nell’affettività, o un’eccessiva intensità o inadeguatezza;

Problemi nei rapportipersonali, formali, informali…

Porsi traguardi fasulli o al di fuori delle proprie possibilità;

Incapacità di controllo razionale degli eventi

Debolezza nell’opporsi.

Desiderio smodato di essere ammirato

 

15 Narcisismo HO

Dedizione al culto di se stesso, della propria immagine

Desiderio costante di essere rassicurato

Problemi di identità personale

Incapacità di superare perdite di vario genere

 

(Inseriamo il primo spunto di riflessione)

16 – A) – Domanda

Per evitare lo smacco di vedere deformata l’immagine di sé, una personalità debole può indulgere in pratiche proibite e ai margini dell’onestà competitiva?

 

 

17 A) – Domanda

 

Rigide regole di allenamento, restrizioni, condizionamenti: la personalità dell’atleta può risultare più ricettiva verso certi comportamenti dominanti nell’ambiente sportivo, usuali e codificati, come assumere sostanze per limitare la fatica e per essere maggiormente competitivo?

Inoltre

18 – A) Fatica e dolore – Domanda

 

Atteggiamento di fronte alla fatica, bassa soglia di sopportazione del dolore, abitudini consolidate di fuga, incostanza: possono essere elementi che portano alla ricerca di evitamento, anche con scorciatoie e mezzi innaturali come il doping?

 

19 – A) Modello di perfezioneDomanda

Risolvere problemi di identità, mostrarsi forti esternamente, nascondere l’insicurezza interiore: si può arrivare a sacrificare la propria integrità fisica e psichica con sostanze dannose?

 

 

20 – B) I condizionamenti di carattere sociale: (I principali comportamenti da analizzare) HO

l’assenza o la deviazione dei valori

l’appartenenza al gruppo

il concetto di valore dominante

la trasgressione

i valori nello sport

 

21 – B) I valori dominanti HO

Il valore dominante nello sport, dal quale discendono tutti gli altri, è l’auto-realizzazione;

si attua tramite altri valori come la lealtà verso l’avversario,

l’onestà, il rispetto delle regole stabilite,

il senso di responsabilità,

lo svolgimento dei propri compiti, in allenamento, in gara, nella vita comunitaria.

Senza valori, nessun punto di riferimento

Agenzie di regole: famiglia, società, istituzioni…

Interiorizzare le regole morali

Adeguamento ai valori dominanti nel gruppo

 

 

 

22 – B) Question

L’assenza di un codice morale saldo e la mancanza di valori dominanti positivi può portare l’atleta verso la pratica del doping come consuetudine?

 

 

23B – Importanza dello Status Socio-Economico

Spinta alla mobilità sociale

Cause interne, come doti naturali, impegno, determinazione, orgoglio

Cause familiari, come spinte dei genitori, attività parentali, tradizioni di famiglia;

Occasioni ed agenti esterni che incentivano o meno l’avanzamento;

Altre cause, come una vincita improvvisa, un colpo di fortuna o, al contrario, di sfortuna

Il desiderio di successo

Bisogno di visibilità e considerazione

Rapporti personali : rapporto di dipendenza

Scorciatoie per garantirsi uno status economico elevato.

(Continuiamo l’analisi delle caratteristiche comportamentali)

 

24 –B) Dipendenza dall’autorità

Stato di “dipendenza” di fronte a inibizioni

Non autonomia

Incapacità di auto-regolarsi

Tendenza a dipendere dal giudizio e dalle decisioni di altri.

 

25 – B) Appartenenza al gruppo

Passaggio dal piccolo gruppo (famiglia) al grande gruppo

Pressione del gruppo e la voglia di continuare a farne parte

 

26 – Question

Queste pressioni incidono tanto da essere disperati se non si riesce più a garantire le prestazioni a livello ottimale e quindi da cercare supplementazioni fisiche e psichiche, pur di mantenere lo stato di appartenenza?

 

 

27 – B) Dall’aggressività gratuita al sano agonismo.

Permissivismo

Una doppia morale: morale corrente e morale sportiva.

 

28 – Domanda – Può l’agonismo in età precoce, se non opportunamente incanalato, inibire lo sviluppo di valori morali e l’integrazione dell’io e quindi costituire terreno ideale per aderire inconsapevolmente a pratiche non lecite?

 

29 – Gli aspetti culturali:

la reale ignoranza delle conseguenze

l’adeguamento al modus vivendi (“tanto lo fanno tutti”)

la fittizia sicurezza di non essere scoperti.

 

30 – C) Aspetti Culturali e Doping

Il Concetto di Cultura

Insieme delle conoscenze, delle credenze, delle convenzioni che ognuno assimila durante il suo sviluppo psicofisico e influenzano le azioni individuali della sua vita futura

 

31 – C) Non Conoscenza, Ignoranza

Incredulità

Superficialità e pressapochismo

Non conoscenze tecniche

Incapacità critica e di analisi

 

32 – Domanda – Conoscere nei particolari i reali effetti dei prodotti e delle pratiche dopanti può determinare una svolta di allontanamento dal doping?

 

 

33 – C) Conformismo (conseguenze)

Perdita della propria identità e rifiuto della responsabilità individuale

Piena adesione alle idee, ai valori, agli atteggiamenti dominanti nel gruppo, Mancanza di senso critico

Compiacenzamotivata dal bisogno di essere accettato dai superiori e dai membri del gruppo, di ricevere stima e affetto.

Condiscendenza con astensione dal giudizio e con l’eseguire pedissequamente quanto viene proposto.

Acquiescenza con annullamento del proprio volere, del libero arbitrio, della personalità.

Si perseguono la desiderabilità sociale, il desiderio di gradimento nei rapporti fra compagni e nelle relazioni di dipendenza allievo-allenatore, giovane-adulto, gregario-leader.

 

34 – C) Cultura dell’inganno Domanda

Dunque “se lo fanno tutti” è più giustificabile?

La tendenza al conformismo, unita al desiderio di essere accettati (agrément social), può spingere maggiormente verso scelte dopanti?

 

Atleti recidivi nel doping, lo rifanno!

 

 

 

35Le Possibili Soluzioni: Chi, Come, Quando Intervenire

Famiglia – Scuola – Istituzioni

 

36Famiglia HO

Famiglie in trasformazione

Ruolo educativo della famiglia

La famiglia come risorsa

Famiglie, sport e agonismo

 

37Scuola HO

L’educazione fisica e motoria a scuola

Obiettivi educativi della scuola

Valore educativo dello sport

Premesse teoriche e principi ispiratori

Il ruolo degli insegnanti

 

38– Il Mondo Dello Sport

Le istituzioni sportive

Squadre, dirigenti, sponsor

 

La medicina contro il doping

Ruolo dei medici sportivi

 

La comunicazione sportiva

Compiti dei mezzi di comunicazione

 

Tifosi e supporter CERCARE SLOGAN

 

39La Psico-pedagogia dello Sport HO SCHEMA

Linee teoriche di Psico-pedagogia dello sport

Educazione corporea e personalità

Educazione al corpo e del corpo

 

la conoscenza delle caratteristiche psicologiche del fanciullo, del ragazzo, dell’adolescente in tutto l’arco dello sviluppo evolutivo;

l’approfondimento dei principi fondamentali delle varie discipline sportive;

la cura dello sviluppo ottimale dell’individuo e del suo inserimento sociale;

il principio dell’unitarietà mente-corpo; (sito)

il riconoscimento dei benefici fisiologici dell’allenamento razionale per tutto l’organismo;

il rispetto delle regole di ogni attività sportiva;

l’adattamento delle attività alle diverse realtà socio-ambientali.

 

 

40Ruolo di coordinamento della Psico-pedagogia

la famiglia pone le basi del carattere del ragazzo e interviene principalmente sulla sfera affettiva;

la scuola fornisce i saperi essenziali ed educa ai valori positivi;

le istituzioni sportive organizzano e offrono opportunità allo sport attivo;

i gruppi sportivi (con allenatori e direttori sportivi) pianificano gli aspetti tecnici e tattici;

gli sponsor e i finanziatori pretendono comportamenti e risultati corretti;

i medici dello sport tutelano la salute e l’integrità psico-fisica dell’atleta.

 

41 – Tutte queste preziose competenze vanno coordinate dallo Psico-pedagogista dello sport e vanno indirizzate verso un unico obiettivo, che è quello di rifondare l’approccio allo sport su nuove basi di “educazione e formazione.

HO SCHEMA PROGRAMMAZIONE

 

42 – Il filo di Arianna HO

Un gomitolo HO

Iniziare da un capo e operare tutti insieme

POSSIBILI EFFETTI PSICO-FISICI A SEGUITO DI ASSUNZIONE DI SOSTANZE DOPANTI.

 

1 – Disturbi di somatizzazione,

(riscontrabili con sintomi dolorosi (mal di schiena, testa, articolazioni…), con sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, intolleranza a cibi…),

con sintomi neurologici (alterazioni dell’equilibrio, ritenzione urinaria, mancamenti…),

con sintomi ipocondriaci (preoccupazione di malattia).

Stati emotivi, fattori psicologici, ruolo dello stress.

2 – Disturbi del sonno,

come insonnia da farmaci e da sostanze eccitanti

alternanza fra eccitanti e tranquillanti

eccitazione psicomotoria,

stanchezza diurna

ipersonnia,

disturbi del ritmo circadiano (ciclo sonno-veglia),

incubi

stancabilità

malessere generale.

 

3 – Disturbi dell’umore e delle relazioni,

come sbalzi dell’umore,

depressione,

bassa autostima,

difficoltà di concentrazione,

non decisionalità, apatia,

propensione all’aggressività manuale e verbale,

scoppi d’ira incontrollati,

insoddisfazione generalizzata

problemi relazionali

sentimento di frustrazione

collera e aggressività.

 

4 – Disturbi dell’alimentazione,

valore simbolico del cibo

nutrimento-simbolo

disordini alimentari

anoressia nervosa,

bulimia nervosa

La tipologia dell’anoressico è delineata chiaramente dalla medicina:

Perdita di peso con esclusione di cibi calorici.

Vomito autoindotto, abuso di lassativi e medicinali diuretici.

Attività fisica esasperata.

Terrore di ingrassare, anche quando è sottopeso.

Si vede sempre grasso.

Disfunzioni ormonali.

Scarsa autostima.

Difficili relazioni interpersonali.

Isolamento.

Paura di crescere.

Conflitto fra autonomia e dipendenza.

Senso di colpa.

Sensazione di vuoto e di impotenza.

 

 

 

5 – Disturbi d’ansia,

quali paure,

stati ansiosi,

attacchi di panico.

Alcuni studiosi hanno effettuato una sistematizzazione raggruppando i sintomi in 4 gruppi funzionali:

aspetti cognitivi, che riguardano la conoscenza;

aspetti somatici, che riguardano corpo e mente;

aspetti emotivi, che riguardano le emozioni;

aspetti comportamentali, che riguardano il modo di agire.

 

6 – Effetti mentali, cognitivi, affettivi,

quali ridotta percezione della realtà,

senso di impotenza e di non efficacia,

senso di inferiorità,

insicurezza, precarietà,

confusione mentale,

sentimenti di inadeguatezza al ruolo (sessuale e non),

instabilità affettiva (successione di partners vissuti come oggetti),

conflitto fra autonomia e dipendenza,

depersonalizzazione e alienazione da sé.

 

7 – Effetti morali ed emotivi,

quali la tendenza al sotterfugio,

la pratica sistematica dell’inganno,

il senso di vergogna,

il senso di colpa, la sospettosità.

 

I sintomi compaiono in fase di intossicazione da farmaco e, in seguito, nei casi di astinenza. Gli effetti collaterali dei farmaci in caso di alte dosi e lunghi periodi di assunzione sono:

dipendenza

intossicazioni epatiche

reazioni varie

secchezza alla bocca

stitichezza

tachicardia

extrasistoli ventricolari

ritenzione urinaria

disturbi visivi

ittero.

Nell’atleta sono tutti disturbi che comportano una grave limitazione fisica

 

34 – DISTURBI DI PERSONALITA’

Le più comuni manifestazioni abbinate a un disturbo di personalità sono:

1 – l’instabilità, la labilità umorale e affettiva, l’apatia, l’indifferenza;

2 – il senso di inferiorità, di insicurezza e precarietà, di impotenza, di inadeguatezza al ruolo, il sentimento di inefficacia;

3 – l’incapacità di controllare gli impulsi e differire gli stimoli al momento opportuno;

4 – la confusione mentale, la ridotta percezione della realtà, la depersonalizzazione e l’alienazione da sé, la crisi di identità;

5 – il conflitto tra autonomia e indipendenza.

 

35 – UN MODELLO DI ATLETA

 

IDENTIKIT ATLETA

Se dovessimo tracciare un identikit di un atleta nel pieno delle sue facoltà fisiche e psichiche, tali da garantire un rendimento al massimo della sua potenzialità, descriveremmo le seguenti qualità:

l’integrità dell’io, la stabilità affettiva ed emozionale;

la gestione positiva delle motivazioni allo sport, quali l’autorealizzazione, l’avventura, l’esplorazione, la creatività, la fantasia, il bisogno di movimento, l’aggressività, la socialità…;

la condizione di sicurezza e di potenza, il senso di efficacia e di fiducia nelle proprie possibilità;

la lucidità mentale, la corretta percezione della propria condizione e della realtà, la costante “presenza in sé”;

la decisionalità, la volontà, la concentrazione, l’attenzione, la determinazione, l’ottimismo…

PROGRAMMA DI PREPARAZIONE MENTALE NELLO SPORT

ARGOMENTI SPECIFICI, ABILITA’, COMPONENTI

 

Capacità di riprendersi dalla percezione di una sconfitta

Riposo attivo

Controllo della rabbia

Gestione di attacchi di panico

Tecniche anti jet lag

Controllo dell’ansia

Allenamento al controllo dell’attivazione

Transizioni di carriera (passaggi di categoria)

Allenamento alla concentrazione

Costanza

Controllo della depressione

Effetti del superallenamento

Allenamento alla produzione di eccitazione

Problemi di discordia familiare

Riduzione della paura

Allenamento alla focalizzazione

Aumento del divertimento

Abilità di goal setting (capacità di definire gli obiettivi)

Interazione di gruppo

Prevenzione e riabilitazione da infortuni

Allenamento ai rapporti con i media

Abilità di memorizzazione

Tecniche di preparazione mentale

Sviluppo di interessi vari

Realizzazione di una scelta

Affermazioni positive

Psicologia del coinvolgimento di familiari

Allenamento al rilassamento

Capacità di sentire il proprio corpo

Capacità di autodisciplina

Aumento dell’autostima

Controllo del sonno

Controllo dell’abuso di sostanze nocive

Controllo del pensiero

Esercizio di visualizzazione

Allenamento ideomotorio

Autovalutazione

Capacità di programmazione

Capacità di dialogo interno (self talk)

Flow e Peak Performance

IZOF . Riconoscimento della Zona Individuale di Funzionamento

 

40 – CAMPI DI INTERVENTO: INDAGINE SULL’ALIMENTAZIONE

 

Conosciamo l’importanza dell’alimentazione nello sport, sia per gli aspetti nutrizionali, sia per le valenze psicologiche collegate.

E’ utile verificare l’atteggiamento generale verso il cibo e in particolare la dipendenza del soggetto giovane dai genitori, dalla pubblicità, dagli amici, le abitudini acquisite e i suoi comportamenti.

Gli scopi dell’indagine sono molteplici.

Verifica delle abitudini alimentari;

verifica dello stato d’ansia nel periodo prescolastico e della regolarità nei pasti;

verifica delle abitudini alimentari nell’attività sportiva;

incidenza di fattori di distrazione o consapevolezza in relazione alla quantità e tipo del cibo assunto;

dipendenza o autonomia dai genitori, legame fra cibo e affettività;

capacità o meno di differenziare e dilazionare lo stimolo rispetto all’immediato soddisfacimento;

capacità di sensazioni sinestesiche (stimoli gustativi + visivi, olfattivi, tattili…);

verifica della eventuale dipendenza dalla pubblicità, influenzabilità;

tendenza a considerare l’equazione “assunzione cibo = soluzione di noia”;

verifica delle abitudini alimentari nei momenti della giornata associabili a tensioni psichiche;

conoscenza delle motivazioni verso il cibo/non cibo (frustrazione, rivalsa…);

orientamento temporale: capacità di sintonizzare alimentazione con ritmi stagionali;

capacità di auto-valutazione;

verifica delle abitudini sportive.

41 – INTERVISTA SULL’ALIMENTAZIONE.

 

Le domande vanno rivolte direttamente agli interessati, a partire dall’età scolare alla maturità, con i dovuti adattamenti.

 

ABITUDINI FAMILIARI

 

Qual è il momento della giornata in cui senti più fame e meno fame?

Fai regolarmente colazione prima della scuola o la salti? Se la salti, perché?

Quando torni da scuola, cerchi subito di mangiare o fai altre cose? Che cosa?

A tavola, mangi guardando la TV? Se sì, qual è il tuo programma preferito?

Mangi sempre e solo i cibi che ti piacciono o ti adegui a quello che ti propongono i tuoi genitori?

Al ristorante o in pizzeria, sei indeciso nelle scelte di ciò che vuoi ordinare?

Di solito, scegli quello che scelgono la mamma o il babbo?

 

COMPORTAMENTI FRA AMICI

 

Ti piace di più mangiare da solo o in compagnia?

Se ti piace mangiare in compagnia, a chi vanno le tue preferenze?

Quando sei con gli amici, che cosa ti piace mangiare? Elenca.

Ti piace assaggiare il cibo che altri hanno nel piatto?

 

PREFERENZE

 

In generale, ti piacciono di più i cibi dolci o salati? Elencane tre.

Mangi in fretta o sei lento, a tavola?

Sei abituato ad annusare ciò che mangi? Quanto è importante l’odore del cibo, per te?

Secondo lo staff medico-sportivo, mangi poco, giusto o troppo?

Hai mai iniziato una dieta alimentare?

Che cosa fai di preferenza quando ti annoi? (guardi la TV, leggi, mangi…)

Mangi fuori pasto? Che cosa?

Durante la notte, scendi per mangiare?

Si dice che ogni stagione ha i suoi cibi. Sai indicarne qualcuno per primavera, estate, inverno, autunno?

Descrivi una tua buona abitudine alimentare.

Descrivi una tua cattiva abitudine alimentare.

 

42 – CAMPI DI INTERVENTO: UN QUESTIONARIO SUL DOPING

 

La riflessione sui grandi temi del vivere sociale è uno dei capisaldi dell’educazione morale.

L’essere umano ha urgenti necessità materiali da soddisfare in prima istanza. A queste fanno da corollario altri bisogni della sfera intellettiva ed emozionale, altrettanto importanti per il benessere.

Uno di questi è la salvaguardia della propria salute; nello sport equivale anche al rifiuto del doping.

La Psico-pedagogia dello Sport indica le linee di intervento didattico da attuare e da seguire punto per punto:

raccolta di notizie di cronaca dai mezzi di informazione;

confronto di casi reali e virtuali;

informazione scientifica sulle sostanze e sulle pratiche dopanti;

analisi della normativa in proposito;

elenco dei pro e dei contro;

discussione aperta sui problemi di ordine materiale, legale, sanitario;

individuazione delle responsabilità;

ricerca di soluzioni di evitamento;

esaltazione di esperienze antidoping;

suggerimenti per il futuro dello sport…

Una volta avviata la ricerca, i vari punti si integrano fra loro e si allargano a nuovi temi.

Una proposta “forte” riassume le conoscenze acquisite. Si tratta di un questionario con domande aperte da somministrare a giovani e ad atleti giovani e non più giovani.

 

43 – QUESTIONARIO SUL DOPING

(Rispondi alle domande contrassegnando con una crocetta le risposte che condividi. Puoi aggiungere altre voci, se credi.)

 

Secondo te, quali sono i motivi principali per cui un atleta si dopa?

 

MOTIVI DI ORDINE FISIOLOGICO

 

( ) Riduzione del dolore

( ) Riabilitazione dopo infortunio

( ) Aumento dell’energia e dell’attivazione

( ) Controllo del peso

 

MOTIVI DI ORDINE PSICOLOGICO

 

( ) Ansia e paura di fallire

( ) Essere competitivo

( ) Acquisire sicurezza nei propri metodi

( ) Ricerca della perfezione psicofisica

( ) Mantenere la motivazione

( ) Apparire migliore

( ) Non perdere

 

MOTIVI DI ORDINE SOCIALE

 

( ) Modelli da imitare

( ) Pressione dei compagni

( ) Pressione di altre persone nello staff

( ) Pressione da parte di sponsor

( ) Pressione di familiari

 

MOTIVI DI ORDINE MATERIALE

 

( ) Guadagnare

( ) Cambiare vita.

 

ALTRI MOTIVI ………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

43 – CAMPI DI INTERVENTO: STRATEGIE DI COPING (FRONTEGGIAMENTO)

 

Un risvolto interessante della strategia di coping che può essere attuata con l’aiuto della Pedagogia è la sua applicazione allo sport.

Il termine coping deriva dagli studi dello psicologo Lazarus ed è strettamente connesso al concetto di stress. E’ tradotto con fronteggiamento o gestione attiva e indica l’insieme delle strategie mentali e comportamentali che un soggetto adotta per fronteggiare una situazione stressogena (che porta stress) in qualsiasi campo: nel lavoro, nello studio, nella vita affettiva, nella malattia e, naturalmente, anche nello sport.

L’individuo può sviluppare una reazione passiva, quando subisce l’evento e ne rimane succube, ma può anche avere una reazione attiva quando agisce per risolvere il problema.

La specificità delle risposte è dipendente dalle caratteristiche personali (coping style), cioè dai meccanismi di difesa attivati nei confronti dell’ansia suscitata dall’evento stressogeno.

Nel caso di gestione attiva dello stress, si compiono due tipi di operazioni:

la valutazione;

il fronteggiamento.

Dopo un primo momento di analisi della situazione in cui ci si chiede che cosa è possibile fare per superare o prevenire un danno, interviene la valutazione delle possibili strategie da adottare.

In seguito si passa al fronteggiamento vero e proprio, che si concretizza nell’ attivazione delle strategie e nella soluzione del problema.

Come ben si intuisce, le abilità di coping sono molto importanti nello sport e sono applicabili in diversi momenti dell’attività sportiva e agonistica, a livello individuale e di squadra. Alcuni esempi:

quando una partita di calcio sta andando male e si deve reagire;

quando al biliardo si deve decidere l’ultima mossa;

quando durante la volata si perde la ruota buona;

quando si è sotto nel punteggio in una partita di tennis;

quando nella pallavolo la squadra sta cedendo per la supremazia degli avversari;

quando si presenta un ostacolo improvviso sul proprio cammino, sia esso materiale o cognitivo o affettivo, e tutto sembra perduto…

Le abilità di coping si apprendono e sono quindi oggetto di insegnamento su due fronti:

emozionale, in riferimento alle emozioni che insorgono di fronte a una situazione stressogena;

cognitivo, in riferimento alla capacità di risolvere i problemi.

Le strategie di coping più utilizzate per affrontare lo stress sono diverse; si tratta di sviluppare fin da piccoli una serie di capacità:

la capacità di “distrazione”, cioè di spostare l’attenzione dalla situazione negativa ad altra più gratificante (nello sportivo emerge l’importanze della tecnica di MentalImagery;

la volontà di impegnarsi in attività mentali o concrete piacevoli;

la capacità di rilassarsi, di rafforzare l’autostima, di mantenere le motivazioni;

la ricerca di soluzione del problema con azioni e comportamenti diretti allo scopo;

la ridefinizione della situazione, per evitare di dare troppa importanza agli aspetti negativi del problema e di ignorarne altri positivi;

la ricerca del supporto della famiglia, delle istituzioni sociali e sportive, in grado di fornire una base di sicurezza e di condivisione.

 

L’apprendimento delle strategie di coping applicate al problema del doping sono utili a tutti i soggetti coinvolti, dall’atleta al team manager, fino ai rappresentanti degli organi istituzionali.

PROFILO DI PRESTAZIONE DELL’ATLETA

autovalutazione e/o valutazione da parte del trainer

 

Giudica il livello della prestazione sportiva, nella scala da 1 a 10, relativamente alle voci selezionate.

 

Padronanza della disciplina   o ooooooooo

 

Sicurezza in gara         o ooooooooo

 

Capacità di rilassamento      o ooooooooo

 

Potenza            o ooooooooo

 

Resistenza            o ooooooooo

 

Immaginazione         o ooooooooo

 

Concentrazione         o ooooooooo

 

Motivazione            o ooooooooo

 

Divertimento            o ooooooooo

 

Abilità tecnica         o ooooooooo

 

Originalità            o ooooooooo

 

Flessibilità            o ooooooooo

 

Costanza            o ooooooooo

 

Attenzione            o ooooooooo

 

Autostima            o ooooooooo

 

Propriocezione         o ooooooooo

 

Coscienza dei proprie capacità    o ooooooooo

 

Coscienza dei propri limiti      o ooooooooo

 

Ricerca di alibi o scuse      o ooooooooo

 

Gestione del successo      o ooooooooo

 

Gestione dell’insuccesso      o ooooooooo

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